giovedì 18 gennaio 2007

ok il prezzo è giusto

Negli anni '80 inizia un programma che diventerà, negli anni a seguire, un vero e proprio successo, ancora oggi ricordato da molti con nostalgia e affetto. Questo indimenticabile gioco a premi ha appassionato più di una generazione, e ho deciso di parlarvene perché è diventato argomento delle conversazioni un po' vintaje che faccio con alcuni amici.
Intorno alle 20:30 di quel mercoledì, su Italia Uno, Gigi Sabani entrava nelle case degli italiani con Ok, il prezzo è giusto!, che altro non era che la versione italiana del format americano The Price is Right, nato addirittura nel 1965.
Il meccanismo era piuttosto semplice: venivano scelti quattro concorrenti dal pubblico (indimenticabile il "giooca con noi.." di Raffaella) e il gioco iniziava con due manches che si sviluppavano nello stesso modo: una valletta presentava un prodotto e bisognava indovinarne il prezzo o per lo meno avvicinarsi il piu possibile alla cifra. Il concorrente che vinceva poteva accedere ad una manche successiva con relativo premio in palio, ma in ogni caso egli aveva l'onere (nonché onore) di girare una ruota numerata. Il posto vacante lasciato dal concorrente che precedentemente aveva vinto nell’indovinare il prezzo veniva colmato da un'altra persona del pubblico.
Si arrivava ad un punto nel quale restavano in gara i tre vincitori che accedevono alla famosissima ruota: il concorrente che si avvicinava di più a 100 andava in finale, mentre se una persona era cosi fortunata da centrare in pieno la cifra vinceva ben 1.000.000 di lire.
Durante la finale veniva presentata una vetrina per ogni concorrente, e chi indovinava il suo valore o si avvicinava di più alla cifra totale di tutti i pezzi esposti vinceva la vetrina stessa.
Forse molti ricordano come presentatrice la divina Iva Zanicchi, che avendo condotto le edizioni dal 1987 al 2000 è diventata il volto di Ok, il prezzo è giusto!, ma non vanno dimenticate Emanuela Folliero e Maria Teresa Ruta (che ha condotto il programma fino alla sua conclusione, nel 2001).

Non so gli altri, ma io non posso dimenticare il pubblico in folle delirio incitato dai capelli cotonati di Iva Zanicchi, un intero reparto geriatrico che si agitava a tempo di musica e inneggiava al prezzo giusto! Chi non ricorda il grido "Cento!! Cento!! Cento!!" che accompagnava il concorrente mentre la ruota colorata girava a folle velocita??
Questo programma, all'apparenza un banale quiz, ha lasciato il segno: esiste un sito esclusivamente dedicato ad Ok, il prezzo è giusto! con foto, curiosità, regole del gioco e un po' di storia, e anche l’enciclopedia libera Wikipedia gli ha dedicato una voce.
Perché in tanti lo ricordano? Perché i programmi di quel periodo ancora saltano fuori nelle chiacchierate tra amici? Si, lo so che non sono gli interrogativi di una vita ma cerchiamo di non fare sempre gli impegnati!
Ok, il prezzo è giusto! ha segnato gli anni '80, era "il trionfo del consumismo" (come lo ha definito la conduttrice storica), la rivalsa delle casalinghe (che non sbagliavano mai un prezzo) ed il suo meccanismo comprensibile a tutti lo rendeva un quiz semplice da seguire, un successo piuttosto prevedibile!
So che molti di voi darebbero un rene pur di poter gridare nuovamente "apriti sesamo", ebbene secondo alcune indiscrezioni il miracolo si starebbe per compiere: questa primavera infatti dovrebbe arrivare su Canale 5 Gameshow Marathon, un gioco-contenitore che recupererà quiz che hanno fatto la storia della tv, tra cui appunto il nostro caro Ok.
Io in realtà avrei una mia personale teoria: come si poteva resistere alle vallette (con spalline imbottite…vero must di quegli anni) che sembrava avessero studiato per far scorrere i cartellini che coprivano i prezzi? Quella era vera suspance!

sabato 13 gennaio 2007

se è gratis va bene

C'è chi, per un motivo o per un altro, si ritrova a trascorrere buona parte della propria esistenza tra treni, autobus e metropolitane. I cari (si fa per dire) "mezzi pubblici", diventati accompagnatori involontari delle nostre vite, delle nostre vacanze, della nostra quotidianità. Chi, come me, passa quasi più tempo a bordo di un eurostar che a casa propria, può tranquillamente dire di averne viste di tutti i colori.. Statisticamente parlando la cosa con la quale si ha più spesso a che fare è senza dubbio la maleducazione della gente, ma avrò modo di approfondire l'argomento in un intervento futuro.
Capita spesso, girovagando nelle stazioni dei treni o della metro, di imbattersi in quelle figure piuttosto fastidiose che vi si piazzano davanti e, nella maggior parte delle ipotesi, vi chiedono una e una sola cosa: soldi. Queste figure si chiamano in gergo "rompicoglioni", e possono assumere le più variegate sembianze: oltre a barboni e vucumprà (che non passano mai di moda), oggi possiamo incontrare anche ruoli di più alto rango, come intervistatori assetati di risposte o volontari di associazioni pseudo-benefiche, tutti quanti con le medesime intenzioni. Con il passare del tempo queste figure sono diventate sempre più insistenti, sempre esigenti e soprattutto sempre più numerose. Non ci si stupisce se poi le buone maniere della gente vanno a farsi benedire..
C'è però una categoria molto simile che, chissà come mai, è vista in maniera totalmente diversa: i promoter. Attenzione: solo i promoter che distribuiscono campioni (o assaggi) omaggio. In tal caso la musica cambia ed è addirittura la gente stessa che si avvicina alle postazioni e pretende di avere un qualcosa, che sia un chewing gum o una cipolla sbucciata, l'importante è che sia GRATIS.
Non pensavo però che la mente dei pubblicitari potesse arrivare a certi livelli.. Qualche tempo fa stavo aspettando il mio trenino sul binario 1 della stazione di Bologna, quando ad un certo punto, in mezzo alla folla, scorgo una strana sagoma dalle sembianze alquanto dubbie. Preso dalla curiosità mi sono avvicinato e mi sono ritrovato davanti agli occhi quello che vedete nella foto: un ragazzo con in spalla un sacchetto gigante di grissini Mulino Bianco. Scusate, ma l'ho trovato una genialata. Questo grissino-man dispensava dei campioncini omaggio che i viaggiatori (me compreso) sgranocchiavano orgogliosi in attesa del treno. Ed erano pure buoni.
Finché si parla di cibo, il promoter babbo-natale ci può anche stare, ma mai avrei immaginato di ricevere un campioncino di DENTIFRICIO, questo alla fermata Centrale della Metropolitana di Milano. No, purtroppo non c'era un uomo-tubetto, ma due simpatiche signorine griffate AZ con dei dispenser a tracolla, e ognuno poteva scegliere il tubettino che preferiva tra i gusti limone, frutti tropicali e menta. Visto che le signorine minacciavano di spararti (con uno spazzolino, probabilmente) se ti azzardavi a prenderne più di uno, ho optato per il limone. No, ahimé non ho visto nessuno testare direttamente il dentifricio alla fermata della metro, altrimenti avrei provveduto a immortalare un momento di così simile rilevanza (beh almeno in quel caso quegli imbecilli che scatarrano a destra e a manca avrebbero potuto farlo per qualcosa).. Arrivato a casa ho provato il dentifricio, e devo ammettere che la promozione ha sortito l'effetto desiderato: ho chiesto a mia madre di comprarlo! Peccato lei sia tornata a casa con quello ai frutti tropicali, che sa letteralmente di pipì di gatto, ma si sa.. le cose gratis hanno tutto un altro sapore!

lunedì 8 gennaio 2007

la gente non sa guidare

Non so quanto senso abbia farvi gli auguri di Buon Anno dopo una settimana, ma visto che sulla terza strada si può fare un po' quello che si vuole, BUON 2007!
Nonostante l'inizio del nuovo anno cada nel bel mezzo dell'inverno, questa volta mi sa ci dovremo accontentare della neve all'interno dello spot di Sky o del Perlana (non so a voi ma se uno sconosciuto mi piomba di fronte e dopo avermi toccato mi chiede "è nuovo??", a me verrebbe istintivo un bel "ma fatti i cazzi tuoi!"), per non parlare della mia fantastica stazione meteorologica dell'Oregon Scientific che segna perennemente temperature autunnali. E proprio in questa ottica, stamattina ho alzato la tapparella ben conscio della visuale che mi sarei trovato davanti: pioggia. Ma certo non avrei mai immaginato, recandomi in palestra, di incontrare rispettivamente:
  • un'automobile ferma in mezzo alla strada con il cofano completamente sfracellato
  • una seconda automobile in panne sul ciglio della strada, pochi chilometri più avanti
  • una terza automobile trainata da un carro attrezzi

Sapevo che la pioggia non è grande amica degli automobilisti, ma non pensavo che qualche gocciolina potesse avere effetti così devasanti. Mi son sempre chiesto perché mai basti un poco di pioggia per mandare il traffico completamente in tilt.. Non che in assenza di intemperie la situazione migliori poi molto.. La gente non sa guidare, è un dato di fatto: c'è sempre il solito pirla (come direbbero a Milano) che proprio non riesce a fare a meno di sorpassarti, non ce la fa a resistere, è più forte di lui! Anche se stai andando ai 150 in autostrada occupando la corsia più a sinistra, il pirla ti si attacca al culo e prende a sfanalare ininterrottamente e sempre più rapidamente fino ad arrivare all'abbagliante fisso.. se potesse andrebbe addirittura sul new-jersey pur di riuscire a superarti! E tu, che ovviamente hai alla tua destra una fila di macchine lunga quanto il Mississippi, non capisci più niente, ti senti come quelle farfalline che vanno ad abbrustolirsi attaccati ai lampadari: cerchi invano l'aletta dello specchietto interno, tenti inutilmente di inserirti tra la processione di autoveicoli che ti stanno accanto, metti una freccia, due, quattro, sedici, e preghi che un violentissimo virus intestinale colpisca il pirla che ti sta dietro.
Forse la frenesia della vita di tutti i giorni ci porta a scaricare tutte le nostre tensioni al volante, forse siamo talmente abituati ad andare di corsa che in macchina ce ne freghiamo di tutto e di tutti, sicuramente c'è anche chi (fortunatamente) è consapevole di avere tra le mani un volante e non un pelapatate, ma una cosa è certa: la gente non sa guidare!